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  • un uomo, il primo uomo

    incorreggibile…

    e forse perchè oggi ho da scrivere qualcosa più di ieri che verso l’una della notte appena trascorsa il post si è autodistrutto…
    ovvero vedere lui, perchè tutto acquistasse un senso.
    tutto il male che sentivo dentro.
    dovevo vederlo da lontano e per caso, affannato e un po’ sudato, con l’abito da lavoro, oberato dal peso della sua borsa.oberato dal peso del tempo, mentre la stempiatura avanza.
    il viso sempre quello, un po’ più appesantito di qualche anno fa … 4 anni fa…
    e sono rimasta lì, immobile all’agolo per almeno 5 minuti.con il cuore in gola.domandandomi se corrergli incontro e buttargli le braccia al collo o buttargli una scarpa in testa, aspettando che lui, camminando mi venisse incontro per forza di cose o che mi riconoscesse.
    alla fine ho scelto di fare quello che faccio da 4 anni:proseguire per la mia strada…
    continuando in direzione della facoltà.
    e così mentre i passi si susseguivano lontano, sempre più distante da lui…tutto sembrava più chiaro
    gli uomini, sempre quelli sbagliati, l’ambizione ed il bisogno di rivalsa, il non essere mai paga di nulla, la sfiducia verso il prossimo e quel fardello pesantissimo che mi porto dentro, che tra pugni chiusi e lacrime mi fa sempre combattere con un po’ più di cinismo, annichilita dalla furia dell’essere dicontinuo nell’azione.

    grazie per esserci stato proprio ora.
    proprio ora che volente o nolente sono tornata con la mente a quegli anni, ed ogni volta che ci penso mi si blocca il respiro e tutta la mia cassa toracica si contrae per contenere quel magma informe di furia e amore, disperazione e rabbia
    senza saperlo
    senza saperlo oggi è come se, quasi 2 antichi amanti, ci fossimo sfiorati tra la folla come 2 estranei e , dopo esserci lasciati non provassimo più alcun rancore
    oggi ho provato tenerezza per te e per la tua visibile sofferenza…ma non ti ho perdonato.
    solo che ho capito che devo andare avanti, con o senza di te, o forse solo con il ricordo delle tue mani tra i miei lunghi capelli ribelli, ho capito che devo andare avanti non contro di te, ma per te, senza nulla da dimostrarti, ma quasi per renderti giustizia di un destino troppo amaro con un uomo come te.
    un uomo che la madre non ha mai carezzato
    un uomo dal padre troppo severo, che la vita dura ha portato via troppo presto
    un uomo che non ha intrapreso la carriera che voleva.
    un uomo costretto a vivere in una trappola burocratica suo malgrado.
    un uomo lasciato dalla moglie e disprezzato dalla figlia.
    un uomo a cui auguro ogni bene e verso cui ne provo dosi incontenibili
    un uomo i cui sogni sono stai infranti
    e io devo andare avanti per non essere come te


    e poi era stranissimo che in 4 anni non ci fossimo incontrati nemmeno per caso

    3 Commenti

    1. chiacchierata premonitrice, eh?
      per quanto duro e triste sia questo post, è un post di liberazione mentale, di chiarezza, di conoscenza di qui necessitavi.
      E sono felice per questo ambiguo incontro casuale, felice per te..

      *
      c sentiamo via sms, ora scappo a lavoro… :-(

    2. Se hai il coraggio di perdere tempo a sputtanare davanti a tutti queste cose (e di scrivere “incorreggibile” con una sola g…) avrai anche il coraggio di andagliele a dire in faccia queste cose a tuo padre, e se l’hai già fatto, avrai anche il coraggio di andare da lui senza dirgli niente e almeno di guardarlo. Non c’è bisogno di sapere cosa ti ha fatto o cosa non ti ha fatto, ma verranno gli anni in cui rimpiangerai il silenzio, il disprezzo, e ti terrai dentro solo la rabbia perchè queste cose che ora scrivi non gliele potrai più dire, non avrai più nemmeno la puttana combinazione di incontrarlo per strada e farti venire il dubbio di corrergli incontro oppure no. E’ così, e non c’è abbastanza tempo per fare le persone orgogliose. A dire di volere bene e amare da lontano siamo tutti bravi, ma sono poche che sono in grado di farlo realmente.

      • ho corretto la g, avevi ragione…
        non credo di aver sputtanato nulla, non credo di aver scritto nulla di offensivo
        la rabbia non c’è più.
        il tempo verrà.
        ma non spetta a nessuno giudicare e dirmi quando


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